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Conférence : Silvia Ginzburg et Costanza Barbieri, “Venezia e il Sacco di Roma. Migrazioni, tracce, margini”, Venise / en ligne, Università Ca’ Foscari, le 23 avril, à 16h30

𝗜 𝗦𝗲𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗥𝗶𝗩𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲,
𝑉𝑒𝑛𝑒𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑖𝑙 𝑆𝑎𝑐𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑅𝑜𝑚𝑎: 𝑚𝑖𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖, 𝑡𝑟𝑎𝑐𝑐𝑒, 𝑚𝑎𝑟𝑔𝑖𝑛𝑖.

 



𝗦𝗶𝗹𝘃𝗶𝗮 𝗚𝗶𝗻𝘇𝗯𝘂𝗿𝗴 (Università Roma Tre) terrà un intervento dedicato a 𝐼𝑙 𝑆𝑎𝑐𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑙 1527 𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑡𝑒. A partire da un riesame del volume di André Chastel sul Sacco, pubblicato nel 1983, e della sua fortuna negli studi sulla cultura figurativa del Cinquecento, l’intervento mira a rimisurare il peso di quella cesura storiografica sulla lettura della storia della Maniera oggi e a proporre altre possibili chiavi di lettura di una stagione su cui lo sguardo negli ultimi decenni è mutato tanto radicalmente.

Silvia Ginzburg è professoressa ordinaria di Storia dell’Arte moderna all’Università di Roma Tre. Lavorando sui nessi tra vicende figurative e contesti critici nel XVI e XVII secolo, ha dedicato importanti studi a figure del calibro di Giovanni Battista Agucchi, Annibale Carracci, Raffaello e Perin del Vaga. Altri importanti filoni della sua ricerca sono quelli dedicati alla rilettura delle Vite di Vasari e della loro genesi e al riesame della storia della Maniera e dei suoi presupposti. Dal 2024 è Responsabile del progetto PNRR per l’Università di Roma Tre: 𝐿𝑢𝑛𝑔𝑜 𝑙’𝑎𝑐𝑞𝑢𝑒𝑑𝑜𝑡𝑡𝑜. 𝐴𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑎𝑛𝑡𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑒𝑑𝑖𝑙𝑖𝑧𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑐𝑜𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑖𝑡𝑡𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑠𝑢𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑞𝑢𝑎 𝑉𝑖𝑟𝑔𝑜, 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑎 𝑎𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑋𝑉𝐼 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑙𝑜 (PE 5 SPOKE 1 – Historical Landscapes, Traditions and Cultural Identities). Nel 2020 ha ideato e co-fondato con Andrea Bacchi il progetto ARTchives, censimento di archivi degli storici dell’arte italiana (artchives.fondazionezeri.unibo.it). Fa parte di numerosi comitati scientifici ed editoriali e ha partecipato, ideato e co-curato un gran numero di seminari e mostre.

Seguirà la presentazione di 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗕𝗮𝗿𝗯𝗶𝗲𝗿𝗶 (Accademia di Belle Arti di Roma), dal titolo 𝑅𝑖𝑓𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑣𝑖𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑑𝑖 𝑆𝑒𝑏𝑎𝑠𝑡𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑖𝑜𝑚𝑏𝑜 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑖𝑙 𝑆𝑎𝑐𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑅𝑜𝑚𝑎. La presenza di Sebastiano Luciani in Castel Sant’Angelo durante i mesi del feroce assedio al papato non ha avuto la stessa risonanza di quella del più ardimentoso collega, Benvenuto Cellini, auto-investitosi di un ruolo a suo dire decisivo nell’aver atterrato Carlo III di Borbone, a capo delle truppe imperiali, con un colpo di colubrina. Sebastiano ci lascia invece una testimonianza più amara e introspettiva sul cambiamento epocale che segna l’assedio di Castello: “Non sono […] son più quel Bastiano che ero prima del Sacco”, scrive a Michelangelo nel 1531, dopo lo scampato pericolo. La maggior parte della storiografia tende a collocare con la crisi “esistenziale” del veneziano post-Sacco, congiuntamente all’incarico ottenuto da Clemente VII come frate del piombo. La relazione della studiosa parte da queste premesse per concentrarsi in particolare sul ritorno di Sebastiano a Venezia dopo il Sacco: l’11 aprile del 1528 Sebastiano è nelle lagune per provvedere alla dote della sorella Andriana e assistere al suo matrimonio. Quale traccia della presenza a Venezia permane nelle sue opere una volta ritornato a Roma?

Costanza Barbieri è professore di Storia dell’arte moderna, di Storia del disegno e di Metodologia e teoria della Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche curatrice del settore Ricerca e Patrimonio artistico. Nel 2004 ha curato per il Museo Civico di Viterbo la prima mostra mai dedicata a Sebastiano del Piombo — di cui è riconosciuta specialista — e alla collaborazione con Michelangelo, promuovendo ricerche sull’opera attraverso indagini diagnostiche con istituzioni nazionali all’avanguardia nel settore come l’Opificio delle Pietre Dure; nel 2008 è nel comitato scientifico della prima mostra monografica su Sebastiano, tenutasi a Roma e Berlino; nel 2016 cura la mostra The Lost Art of Drawing – I disegni dell’Accademia di Belle Arti di Roma per il Centro Studi Americano; nel 2017 è co-curatrice, con Matthias Wivel, della mostra su Michelangelo e Sebastiano presso la National Gallery di Londra. È stata invitata a convegni nazionali e internazionali e ha al suo attivo più di 90 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali fra cui “The Burlington Magazine”, “Bollettino d’Arte”, “Artibus & Historiae”, “Venezia Cinquecento”, “Ricerche di Storia dell’arte”.

L’incontro avrà luogo giovedì 23 aprile 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲:𝟯𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟵:𝟬𝟬, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗕𝗲𝗿𝗲𝗻𝗴𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗖𝗮’ 𝗙𝗼𝘀𝗰𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝗶𝗮. Per chiunque non potesse presenziare, segnaliamo che è possibile partecipare da remoto, tramite la piattaforma Zoom, previa iscrizione a questo link.

Fiammetta Campagnoli
Fiammetta Campagnoli
Fiammetta Campagnoli est docteure en histoire de l'art moderne à l'Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne. Ses recherches se concentrent sur la… Lire la suite

OpenEdition vous propose de citer ce billet de la manière suivante :
Fiammetta Campagnoli (17 avril 2026). Conférence : Silvia Ginzburg et Costanza Barbieri, “Venezia e il Sacco di Roma. Migrazioni, tracce, margini”, Venise / en ligne, Università Ca’ Foscari, le 23 avril, à 16h30. Collectif d'Historiens de l'Art de la Renaissance. Consulté le 17 juillet 2026 à l’adresse https://doi.org/10.58079/1636e


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